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14/11/2009

I tre Volti

Ci vorrebbe compassione per quelle miserie
maestre nelle sottrazioni
ambigue e incarnate in volti
una volta quieti.

Ci vorrebbe pietà
per la quella storpia scia di verità
mossa da una lurida lingua e
dalle sue immagini volgari.

Osservo la tela del triangolo
osservo le tre facce prima dell’ultima parola
e benedetto sia il mio cervello
che mi da volontà,
e benedetta sia la mia bocca
che genera ancora verità e forza.

Ora il sigillo
è opposto alla vostra carne
e vi mostra le chiavi a cui tutto torna

Sono nuova adesso
capace di qualsiasi invenzione
e non c’e nulla
nulla che non possa essere

filo, trama, ordito d’arcobaleno,
arcolaio nella notte
pugnale che incide la sua lezione

Il disgusto, il giudizio, la putrefazione
li avete ricamati addosso
posati tra le vostre cosce
nell'urina chiazzata di sangue

dove mie nocche scricchioleranno
come corteccia di salice,
dove le mie unghie feriranno come reliquie
le vostre zampe cespugliose

Ecco il mio avvertimento
ecco la mia parola prima della vostra parola,
e ancor prima di udire un vostro vagito
godrò ...della vostra fine

con tutte le mie antenne

13/10/2009

video youtube

 

videopoesia : la prima volta

di Sergio Garbellini

03/10/2009

Pubblicati su Poesie In Versi

28/09/2009

poesie per sognare

10/09/2009

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03/09/2009

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12:05 Scritto da : moonfayre in CHAT | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chat | OKNOtizie |  Facebook

02/09/2009

Recensione : La guerra dei sordi

Loredana Falcone e Laura Costantini,

http://www.qlibri.it/images/stories/jreviews/tn/tn_631_Laguerradeisordi_1193232644.jpg

“La guerra dei sordi”,

Maprosti e Lisanti, 2007

Le due autrici (a cui faccio i complimenti perché non si notano due mani e due stili diversi nel libro), anche se hanno scelto la narrazione in terza persona, cercando di dare voce ai vari personaggi e ai vari punti di vista sia palestinesi sia israeliani, mi sono sembrate vicine come atteggiamento alla protagonista femminile di questo romanzo, una giornalista francese di origine ebraica, che va a Gerusalemme per realizzare un reportage per il quotidiano “Liberation”, con l’intento non tanto di raccontare le violenze e gli scontri che si succedono da anni e di cui non riesce ad immaginare la fine, ma di andare oltre le apparenze e di capire a fondo cosa accade e perché, il suo scopo è, infatti, cercare di capire le ragioni di entrambi i contendenti che, come due sordi, restano chiusi nelle proprie rivendicazioni e sembrano soltanto capaci di elencare innumerevoli motivi politici e religiosi per sostenere i propri diritti e, se “necessario”, anche il ricorso alla violenza.Il romanzo è ambientato non oggi, ma in un passato recente, si colloca, infatti, nel 2002, dopo l’attentato alle torri gemelle, quando era già in corso la guerra in Afghanistan, mentre Arafat era ancora il capo dello stato palestinese, ma è interessante lo stesso, perché, da quello che si legge ancora oggi nei quotidiani, la situazione purtroppo non è migliorata di molto da allora, anzi per certi versi è anche peggiorata, con una estremizzazione delle posizioni dei due contendenti.La conclusione per cui israeliani e palestinesi sono in fondo non due popoli diversi e contrapposti, ma in un certo senso lo stesso popolo è interessante, anche se presuppone un’identità comune che superi le rispettive identità nazionali, come noi oggi ci sentiamo europei, al di là dell’appartenenza ai singoli stati, ma questa è una consapevolezza recente, maturata dopo secoli di guerre e non è facile pensare che questa stessa consapevolezza possa farsi strada in tempi brevi anche tra palestinesi e israeliani che da decenni si combattono e spesso si odiano…Un’ultima osservazione: da scrittrice di romanzi storici so che bisogna essere realistici e verosimili in quello che si scrive, però, da lettrice avrei voluto per i due protagonisti di questo romanzo un finale diverso

CRISTINA CONTILLI

 

No, non c'e mai nessuno ...

cosi'.jpg

foto by Cris 2009


-Quando la solitudine è un muro insormontabile
e l'amore è un addio senza respiro

-Quando hai paura di andare e ancor piu' di restare
e la tua voce, ti mangia dentro come un animale,
no, non c'e mai nessuno.

-Quando con gli occhi gonfi smetti di guardare
e inutilmente ti nascondi per non morire.

-Quando, con urla trattenute, stramaledici ogni istante
di chi ti ha guardata dentro, e poi rivolto lo sguardo altrove,
no, non c'e mai nessuno.

-Quando non vedi nulla oltre spazio di vuoto grigiore
e i fiori e la luna, sono fiaccole spente.

-Quando uccideresti quell' immagine riflessa
accucciata in disperato languore,
No, non c'e mai nessuno.

cris 2008

Nuovo infinito

20090821_380.JPG

foto by Cris

Sdraiato se ne sta - il grande cielo -
ma non è stanco come voi pensate.

Lo fa per me, lo so, per i miei occhi
che sempre su si ostinano a guardare
nella ricerca d'una via di fuga
dentro spirale di migliore vita.

Sdraiato se ne sta - sul grande mare -
ma non lo schiaccia come voi pensate.

Si fondono perfetti i due giganti,
iniettano colore nel colore
per ottenere solo il nuovo azzurro
che linea di confine fa sparire

Diserterà la scena - donna luna -
così da non confondere le acque...


Aurelio Zucchi (Agosto 2009)

 

 

01/09/2009

Se puoi

Se puoi,

rimani ancora addormentata
tra le assordanti note
che il fiato dei tuoi anni
emette sull'altare della tua bellezza.
Ai miei cresciuti occhi io chiedo
i tuoi capelli e un tuo sorriso
e torno indietro lesto
a incorniciare panorami azzurri.
Al tuo risveglio muto,
vorrei poter spiare piano
le nuove fantasie di donna,

lo sbadiglio che accarezza il giorno.

Se puoi,

rimani ancora accoccolata
al primo gioco della vita
e non fissare il vuoto oltre il cancello
e sfiora il tuo domani con clandestina idea.
Io intanto misuro la mia maschera
e ritento il mio passato.
Poi m'assale un pianto di protesta
e sciupo tutto, anche una chimera

Ridestami al suono delle tue parole,
ritemprami all'acqua della giovinezza
e dimmi pure che non è peccato
cercare l'eco della tua musica.

Aurelio Zucchi (1969)

Pubblicata all'interno del romanzo "Viaggio in V classe"

di Aurelio Zucchi - Edizioni IL FILO - Pref. di Pietro Zullino

 

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